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FIABA - I Guerci e Bighellini

Che agivano come 'i ladri di Pisa'.

| di ALESSANDRO SAITTA
| Categoria: Attualità | Articolo pubblicato in Spazio Aperto
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C'era una volta, in un tempo assai remoto, una popolazione divisa in due fazioni: I Guerci (orientati a sinistra) erano così chiamati perché incapaci di notare tutti gli sbagli commessi da Re Benigno e dai suoi cavalieri che amministravano il Regno di Follonicamelot e che anzi cercavano di scusarli in tutte le maniere possibili (accusando di essere fascisti, qualunquisti e incompenti chiunque manifestasse le sue perplessità sull'operato dei potenti)... Dalla parte opposta c'erano i Bighellini chiamati in tal modo per la loro mancanza di voglia (o forse incapacità, o forse ancora perché in realtà erano segretamente in accordo coi potenti) nel portare alla luce tutte le lacune del Regno, mentre al contrario si prodigavano (per esempio) nell'evidenziare l'urgenza di pulire il tetto del Municipio dalle deiezioni di piccioni e gabbiani  o di trovare la collocazione adeguata per le casette dei piccioni viaggiatori che causavano danni agli  abitanti (anche in questo caso con le deiezioni dei volatili).

Tuttavia non ci possiamo scordare nemmeno di quell'Estate in cui Re Benigno si addormento sotto l'incantesimo della Fata Catalana e nel castello si era insediato il caos. Il suggeritore di corte Messer Pizzicore (il cognome della famiglia proveniva dalla loro predilezione per i vini, e gli alcolici in generale), una volta che Re Benigno si destò  dal sonno dovuto all'incantesimo e chiese di essere convocato d'urgenza al cospetto dello Sceriffo di Grosswood, chiese a tutta la popolazione se solo ad Estate quasi finita il Re si fosse accorto che il suo regno aveva bisogno di più guardie e gendarmi.

Qualcuno che non apparteneva né ai Guerci e neppure ai Bighellini, si chiese a quel punto se non avesse potuto rompere rompere l'incantesimo Messer Pizzicore, dando un bacio in bocca a Re Benigno, ma evidentemente anche lui stava dormendo in preda al torpore alcolico... Perciò quale senso ha rimproverare il Re a giochi conclusi? Messer Pizzicore non poteva farlo notare prima alla Tavola Rotonda?

 

MORALE DELLA FAVOLA:

 

I Guerci e i Bighellini erano come i 'Ladri di Pisa' ì quali di giorno facevano finta di litigare e, di notte, andavano a rubare insieme.

ALESSANDRO SAITTA

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