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Agricoltura alla canna del gas

Vivarelli duro con la politica

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“Hanno portato l’agricoltura alla canna del gas.” Antonfrancesco Vivarelli Colonna, presidente di Confagricoltura Grosseto rompe gli indugi e spara nei confronti di una classe politica incapace di risolvere i problemi del Paese. “ La crisi politica - spiega-  sta producendo effetti devastanti per l’economia. Per le imprese, come per i cittadini che hanno sostenuto negli ultimi anni pesanti sacrifici, gli effetti dell'instabilità rappresentano un colpo durissimo che allontanerebbe inesorabilmente la ripresa annunciata a fine anno. Non solo. Oltre all’aumento dell’Iva, famiglie e agricoltori rischiano di fare i conti con la seconda rata dell’Imu, il cui annullamento salterebbe in mancanza della Legge di stabilità.” Vivarelli, ribadisce ancora una volta l’assoluta necessità di un governo autorevole e soprattutto di stabilità politica, “elementi indispensabili per predisporre le opportune misure che consentano al sistema imprenditoriale di riprendere la strada della crescita e della competitività. Esigenza questa che vale soprattutto per l’agricoltura e l’intero agroalimentare - continua il presidente - , specialmente in una fase estremamente importante in cui siamo chiamati ad approvare l’applicazione dei regolamenti della nuova Politica agricola comune.” Il presidente di Confagricoltura Grosseto, pone poi l’attenzione sull’ultimo evento in ordine cronologico, l’aumento dell’iva che avrà ripercussioni  anche per il settore agricolo, come il vino, direttamente e più in generale, indirettamente, nei prodotti dell’agroalimentare.

“C’è un errore macroscopico da parte di chi pensa che, in fondo, i prodotti che subiranno l’aumento fiscale sono relativamente pochi. – aggiunge - In realtà l’impatto sarà su tutto. Ci sarà un effetto inflativo che deriverà dall’aumento dell’Iva su benzina ed energia (alcuni suoi utilizzi sono da oggi tassati al 22%), con una sorta di inflazione indotta che farà aumentare l’attuale indice ora all’1,2% a circa l’1,65%. Questo su chi si abbatterà? – si chiede - Sulle fasce più deboli. Poi saranno ulteriormente penalizzati settori già in forte contrazione come il vino. Questa è la soluzione peggiore che potevamo avere: già era sbagliata con un governo in piedi. Lo è drammaticamente di più con un governo che forse non c’è più. E questo raddoppia l’effetto sui consumi, la cui situazione sarà gravissima". Infatti, agli 800 milioni di euro di calo dei consumi in termini di volumi visti lo scorso anno, nei primi sei mesi se ne sono aggiunti altri 600. A fine anno saranno 1,2 miliardi: vorrà dire che in due anni sono stati bruciati 2 miliardi di euro in mancati acquisti. Di qui l’invito di Vivarelli Colonna “affinché prevalga sempre e comunque un forte senso di responsabilità da parte delle forze politiche. L’imperativo categorico è oggi quello di guardare agli interessi veri del Paese.”

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