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Confesercenti: "Aumentare la Tares farà chiudere le imprese"

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GROSSETO - Riceviamo e pubblichiamo il comunicato stampa di Confesercenti, riguardo alla Tares.

"Da quando il decreto Salva Italia del 2011 ha previsto l’introduzione della Tares, abbiamo espresso le nostre preoccupazioni costantemente, in particolare alle amministrazioni locali che l’applicheranno, per l’ulteriore aggravio di costi per le famiglie e le imprese.

La nostra denuncia è costante verso un’imposizione fiscale divenuta insopportabile, soprattutto a livello locale. Nel periodo compreso tra il 2011 e l’estate 2013, a fronte di un incremento dell’11,4% delle tariffe nazionali, quelle locali sono cresciute del 28,5%. Ci si chiede se questa inflazione tariffaria non finirà per vanificare gli effetti benefici di un’inflazione generale che, rallentando, ha portato un po’ di respiro al potere d’acquisto delle famiglie e, quindi, a una timidissima possibilità di ripresa dei consumi. L’arrivo della Tares comporterà aumenti insopportabili per molte categorie di imprese, essendo stabilita la copertura integrale dei costi di esercizio e investimento, elemento non previsto nel regime Tarsu e Tia e la maggiorazione per i servizi indivisibili (polizia municipale, illuminazione pubblica e verde pubblico).
Di fronte a questa grave situazione, seppur prevista da una norma nazionale, non abbiamo trovato negli amministratori locali la necessaria disponibilità al confronto per tentare una perequazione tra i contribuenti. Il Comune di Scansano afferma di aver approvato il regolamento dopo aver sentito le organizzazioni di rappresentanza delle imprese, cosa in realtà non avvenuta. Il Comune di Arcidosso o quello di Castell’Azzara hanno approvato in sordina i regolamenti ed infine il Comune di Grosseto, in cui gli amministratori hanno concesso un incontro soltanto successivo alla convocazione del consiglio comunale che avrebbe approvato il regolamento di questa imposta, nonostante le nostre pressanti richieste.
La risposta è sempre la solita, gli enti locali non hanno più risorse per garantire i servizi, ma quando le imprese avranno chiuso perché soci di maggioranza stanno diventando lo Stato e gli Enti Locali, attraverso le risorse che le imprese devono garantire loro attraverso questa iniqua ed incerta tassazione, siamo certi che il Paese starà meglio?  Il futuro è tutt’altro che incoraggiante. La Trise che scatterà nel 2014 presenta ancora grandi elementi di confusione, e si configura come un’incognita per famiglie e imprese. Crediamo invece che di qualche certezza e di elementi di giustizia fiscale avremmo davvero bisogno. Richiediamo pertanto un immediato e tangibile segnale nei confronti del sistema delle imprese, partendo da un rinvio dell’ultima rata della Tares del 16 dicembre scorso, per arrivare ad una attenta e sostanziale revisione dei costi che le amministrazioni sostengono per il mantenimento della propria struttura".

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