La Regione punta tutto sulla formazione professionale

| Categoria: Attualità
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FIRENZE - Il punto di forza della Toscana? La formazione professionale, scelta dal 2008 al 2011 dal 6,4% di persone inoccupate, con un’età compresa tra i 25 e i 64 anni, contro una media nazionale del 5,7%, tanto da permettere alla nostra regione di posizionarsi al secondo posto, a livello nazionale, con Emilia Romagna , dopo il Trentino Alto Adige. Ma oltre ai dati positivi resta ancora qualche nota dolente soprattutto per quanto riguarda un 17% di giovani che pur essendo disoccupato, non studia né tantomeno frequenta corsi di formazione. E parte proprio da questa criticità, unita alle difficoltà sempre più attuali per lavoratori precari o espulsi dalle imprese in crisi, la proposta di riformare l’apprendimento permanente in Toscana, creando dei poli formativi territoriali.

L’iter che darà il via alla definizione dei nuovi centri ha iniziato a delinearsi questa mattina con l’approvazione di un prima proposta di modifica della legge 32  del Testo unico in materia di istruzione, formazione e lavoro, da parte della Giunta regionale. Ad avanzare l’idea di intensificare il settore della formazione in Toscana, l’assessore   alle attività produttive, lavoro e formazione Gianfranco Simoncini.


“La nostra economia deve essere più competitiva e reattiva rispetto alla crisi. Il sistema della formazione professionale ha bisogno di fare un salto di qualità ulteriore, per legarsi alle esigenze del sistema produttivo toscano.
I poli formativi territoriali saranno al centro di una rete che legherà l’istruzione tecnica e professionale ad organismi di formazione, università e centri di ricerca ed innovazione, oltre che ad imprese e sindacati. Ogni centro avrà una base territoriale e offrirà un catalogo di servizi riservati alle domanda individuali di crescita professionale richieste dai singoli cittadini. Vista la riforma in atto delle Province, a cui è attualmente demandata l'attività di formazione, sarà la Regione a determinare le scelte programmatiche fondamentali attraverso una lettura dei fabbisogni territoriali e a dare maggior valore e riconoscimento alle competenze acquisite, sia in contesti formali che informali".
Resta solo da aspettare che il Consiglio Regionale discuta il documento preliminare, per dare il via ai lavori attraverso un confronto tra parti sociali ed enti locali, e raggiungere una definizione puntuale della proposta di legge.

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