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Crisi delle edicole: il dibattito presso la sede di Confesercenti

La carta stampata rappresenta un settore sempre più in difficoltà

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GROSSETO - Recessione, tasse e crisi dell'informazione tradizionale, un mix di fattori che ha colpito duramente la rete di vendita della carta stampata: dal 2005 ad oggi sono spariti circa 12mila tra negozi ed edicole di giornali e periodici. E il futuro non promette alcuna ripresa: l'ipotesi di un aumento dell'Iva per i prodotti editoriali, dal 4% al 22%, si tradurrebbe in un nuovo colpo ai consumi di quotidiani e riviste, che contano già ricavi da vendita in calo. A lanciare l'allarme è Fenagi, l'associazione di categoria Confesercenti. Il perdurare delle incertezze sul piano legislativo quindi, e la crisi delle vendite, impongono l’apertura di un confronto: un dibattito tra Governo Editori, ed organizzazioni sindacali dei rivenditori non più prorogabile.

Barbara Priori, responsabile Fenagi edicolanti, chiede di fare chiarezza al mondo dell'editoria: "Le case editrici, che hanno realizzato quel sistema che ha sempre permesso alle edicole di sopravvivere, devono darci segnali importanti: devono dimostrare di voler continuare ad investire su questo mondo con azioni concrete. Crediamo che sia assurdo trovare dentro alle riviste e ai quotidiani che abbiamo in edicola dei messaggi che distruggono la nostra attività: messaggi promozionali tesi a scoraggiare la presenza di clienti in edicola, offrendo abbonamenti a prezzi stracciati con consegna direttamente a domicilio." Oltre alla concorrenza spietata di Internet, ed alla crisi che abbiamo citato, un altro aspetto fa infuriare gli edicolanti come quello della scarsità dei rifornimenti (collane e raccolte su tutti), come spiega Lilia Pasqui (titolare di un'attività): "I clienti, spesso e volentieri, si arrabbiano con noi quando non trovano la copia della rivista o le uscite settimanali delle varie collane."

Fenagi, con una folta rappresentanza davanti al Parlamento, si schiera al fianco degli edicolanti. Questo l'appello in difesa del mercato delle edicole: "Chiudere le edicole significherebbe perdere l’ultimo presidio che consente di portare a tutti i lettori, anche nei piccoli centri, informazione e cultura. Edicolanti e distributori, con il sostegno degli editori, chiedono con forza al Governo e al Parlamento, di riconsiderare le disposizioni dell’Art. 19 al fine di tutelare moltissimi posti di lavoro e salvaguardare la diffusione della cultura, a costi contenuti, per le famiglie italiane".

 

 

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