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Otto cani morti a Castiglione: potrebbero aver contratto la pseudorabbia

Nessun pericolo di trasmissione per l'uomo

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CASTIGLIONE DELLA PESCAIA - sull’episodio degli otto cani morti nel comune di Castiglione della Pescaia, l'ufficio attività faunistico venatorie della Provincia di Grosseto e il Servizio sicurezza alimentare e tutela sanitaria del patrimonio zootecnico della Asl 9 comunicano quanto segue:

1) Al momento in cui gli uffici sono venuti a conoscenza dell’episodio, i cani deceduti erano già stati smaltiti nei modi previsti dalla legge, e non è stato possibile effettuare le analisi. Dalle descrizioni dei cacciatori appare molto probabile che i cani siano stati colpiti dalla pesudorabbia causata dall'ingestione di carne cruda o viscere di cinghiali con il morbo di Aujesky. La malattia ha come agente responsabile un virus della famiglia degli Herpesvirus, può essere presente nel cinghiale selvatico ed essere trasmesso agli altri suidi. Il Morbo di Aujeszky è letale nel cane, di cui colpisce il sistema nervoso centrale.

2) L'uomo non è sensibile al virus, pertanto venire a contatto con animali infetti, con le loro carni, non comporta alcuna conseguenza.

3) Non esistono vaccini specifici per proteggere i cani dall'infezione, ma solo vaccini autorizzati per la specie suina. E' importante sottolineare comunque che i cani che hanno contratto il virus non possono trasmetterlo ad altri cani. Non essendo tra le malattie soggette a notifica non è prevista la comunicazione alla Asl.

I sintomi, nel cane, si presentano dopo un periodo di incubazione di pochi giorni e ricordano quelli della rabbia, da cui il nome “pseudorabbia”. L'animale manifesta inizialmente anoressia, stanchezza, indifferenza agli stimoli esterni e peggiora dimostrando difficoltà respiratorie, salivazione eccessiva, vomito, diarrea e un lieve rialzo della temperatura. Il sintomo distintivo è un fortissimo prurito, localizzato soprattutto su muso e orecchie, che induce il cane a grattarsi in continuazione. Nelle fasi finali della malattia i cani presentano spasmi neuro muscolari, mancanza di coordinazione e paralisi progressiva. Purtroppo per i soggetti colpiti la prognosi è infausta. I cani che con maggior probabilità possono contrarre la pseudorabbia sono i segugi utilizzati nella caccia al cinghiale. Il contagio potrebbe avvenire per contatto diretto, attraverso morsi, ferite, ma nella maggior parte dei casi avviene ingerendo viscere e carne cruda infetta.

4) L’attuazione di specifici piani di monitoraggio nella popolazione di cinghiale comporta evidenti difficoltà operative dato che dovrebbero essere posti ad analisi molti campioni provenienti da capi abbattuti. E' comunque impossibile l'eradicazione della malattia dalla popolazione selvatica: un metodo efficace potrebbe essere la vaccinazione sistematica e ripetuta dei suidi sensibili, irrealizzabile su animali non allevati.

5) Provincia e Asl 9 raccomandano quindi, alle associazioni venatorie, atc e soprattutto ai cacciatori, di segnalare agli uffici competenti dell'amministrazione provinciale altri eventuali casi sospetti, in modo da avere una conoscenza della diffusione della patologia sul territorio. Un'altra importante raccomandazione è quella di evitare di dare da mangiare carne cruda e viscere di cinghiale ai cani perché questo è l'unico metodo efficace per ridurre i rischi di trasmissione della malattia.

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