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Condanna a morte per Zorro: la Lav si appella al sindaco

La ASL ha chiesto l’abbattimento del dogo argentino. Un altro cane soppresso pochi giorni fa

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MASSA MARITTIMA - La LAV ha diffidato il Comune di Massa Marittima ad emanare l’ordinanza di soppressione per Zorro, un dogo argentino ospite del canile di Follonica, per il quale la ASL 9 di Grosseto ha firmato la condanna a morte. Con una nota al sindaco il responsabile dei servizi veterinari, insieme ai colleghi della commissione preposta, ha infatti chiesto la soluzione finale per Zorro, ritenendo che non sussista neanche la possibilità di un recupero comportamentale.

La diffida della LAV al sindaco di Massa Marittima, Lidia Bai, è anche l’appello ad aprire un confronto per salvare Zorro, a differenza di quanto è accaduto solo pochi giorni fa con un altro cane, Argo, un pastore maremmano soppresso in base a un’ordinanza firmata dal sindaco di Scarlino su richiesta della ASL, prima che si avesse la possibilità di intervenire e nonostante l’aperta opposizione del personale del canile, compreso il veterinario responsabile. Nel caso di Zorro esiste anche un parere di recuperabilità stilato da un veterinario comportamentalista,  che afferma che “c’è ancora la possibilità di ristabilire l’ordine corretto tramite una terapia comportamentale”. Lo stesso ha affermato in un suo documento un’educatrice cinofila dell’Enpa. La ASL però ha comunque proceduto a chiederne l’abbattimento.

“Ci risulta che la valutazione di Zorro, così come quella di Argo, siano state da parte della ASL sommarie e poco approfondite e che a entrambi sia stato negato il percorso di recupero previsto sia dalla legge regionale toscana che dall’ordinanza ministeriale del 6 agosto scorso in materia di cani potenzialmente pericolosi – dichiara Giacomo Bottinelli, responsabile LAV Grosseto – e annunciamo che, come per Zorro ci batteremo per salvargli la vita, per quanto riguarda Argo, ormai morto, tenteremo tutte le vie legali possibili affinché sia la ASL che il sindaco firmatario dell’ordinanza di soppressione siano chiamati a rispondere delle proprie responsabilità”.

“Il caso di Argo, il pastore maremmano di Scarlino, ci è stato infatti descritto come particolarmente sconcertante, in quanto ASL e Polizia Municipale avrebbero proceduto alla soppressione, ordinanza sindacale alla mano, senza ascoltare le proteste e l’opposizione di coloro che nel canile di Follonica lavorano ogni giorno, compreso il veterinario che ha la responsabilità sanitaria della struttura. C’è stata insomma una vera e propria esecuzione di forza, notificata la mattina stessa, senza alcun ripensamento neanche a fronte delle testimonianze dei presenti sulla gestibilità del cane”, afferma Bottinelli.

“Si sta tentando adesso di fare lo stesso con Zorro, quando la legge regionale e l’ordinanza ministeriale sottolineano la necessità di percorsi di recupero che invece Comune ed ASL non hanno attivato, come non sono stati attivati, nonostante i solleciti della LAV, i corsi di gestione per il proprietario di competenza dei Comuni e della ASL”, conclude Bottinelli.

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