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Nuova chiusura per l'ortofrutta di via Giusti, non rinnovata autorizzazione Tosap agli altri

Continua l'attività dell'amministrazione contro il commercio abusivo e la concorrenza sleale

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GROSSETO – Ennesima ordinanza da parte del sindaco che impone la chiusura per 5 giorni di un negozio di ortofrutta in via Giusti, reo di occupare suolo pubblico senza autorizzazione. Ed è solo l'ultimo atto da parte dell'amministrazione nella lotta al commercio abusivo e alla concorrenza sleale. Una lotta che negli ultimi anni si è intensificata particolarmente nei confronti della catena di negozi ortofrutticoli presenti in via Emilia (ai civici 33 e 114), via Giusti, via Liri e via Tripoli, diventati protagonisti delle cronache cittadine per le polemiche che suscitano legate soprattutto all'occupazione illegittima di suolo pubblico.
"Non stiamo certo con le mani in mano – tiene a precisare il sindaco Emilio Bonifazi -. I nostri non sono interventi dettati da un accanimento particolare nei confronti dei titolari di questi negozi: come sanzioniamo loro, sanzioniamo tutte quelle realtà commerciali (dai centri commerciali alle piccole attività familiari) che non rispettano la legge. Solo che nei loro confronti le sanzioni sono cresciute esponenzialmente negli ultimi tempi".

I numeri Complessivamente ci sono stati da parte della Polizia Municipale 23 verbali di occupazione abusiva di suolo pubblico nei due punti di via Emilia, 4 verbali in via Tripoli, 6 in via Liri e 8 in via Giusti. A questi si aggiunge il mancato rinnovo del permesso di occupazione del suolo pubblico per tutti coloro che nel 2014 non hanno pagato la Tosap (tassa di occupazione aree e suolo pubblico). Gli innumerevoli sopralluoghi hanno riscontrato 6 casi di violazione di norme igienico sanitarie, 3 casi di smaltimento irregolare di rifiuti e 1 caso di immigrazione clandestina; un'attività (quella di via Giusti) è stata posta sotto sequestro penale (locali e merce per un valore di 5mila euro) per non aver ottemperato all'ordinanza di sgombero emessa dal sindaco. Il punto vendita di via Emilia 33 è stato chiuso temporaneamente anche per violazione di normativa igienico edilizia e per le ripetute violazioni in materia di occupazione di suolo pubblico.

Gli interventi Un fenomeno che però non sembra avere fine perché l'amministrazione non può ordinare né la chiusura definitiva dei locali, né impedirne l'apertura. "Non possiamo oltrepassare la legge – continua Bonifazi – solo intervenire nei casi in cui questa non viene rispettata. E la legge prevede la chiusura dei locali per un massimo di 5 giorni. Amministrazione e Polizia Municipale sono impegnate in costanti controlli, ma se poi i negozianti sono in regola non possiamo fare altro". Come spiegano l'assessore alla Polizia Municiaple Arsenio Carosi e il comandante della Polizia Municipale Felice Carullo i controlli sono continui e riguardano più aspetti: normative sanitarie, impiego di manodopera, permessi di soggiorno, corretto smaltimento dei rifiuti, occupazione del suolo pubblico. I controlli vengono effettuati anche in congiunta con Asl e ispettorato del lavoro. E in caso di reiterazione del reato si procede alla chiusura del negozio. "Il problema – precisa Carullo - è che la legge non prevede una chiusura definitiva, solo continui interventi e verbali". Controlli che hanno portato all'identificazione di 56 persone, di cui 7 denunciate ai sensi della Bossi/Fini e 42 sanzionati amministrativamente. Per il 2014 il permesso di occupazione del suolo pubblico non è stato rinnovato ai negozi di via Giusti e via Liri, via Tripoli non lo ha richiesto, come invece hanno fatto i due ortofrutta di via Emilia.
"Non rispettare le legge permette ai negozianti di avere spese minori (in alcuni negozi non esiste nemmeno una cella frigo per la conservazione dei prodotti) e quindi far pagare meno la merce. Ma questa diventa concorrenza sleale, con conseguenti danni economici, ma anche sociali" spiega Emanuel Cerciello, assessore comunale al Commercio, che confessa di aver ricevuto anche delle minacce e che "se devo passare davanti a questi negozi, preferisco cambiar strada".

Altre forme di abusivismo E l'attività dell'ammnistrazione contro ogni forma di degrado e abusivismo è intensa anche in altri settori: a seguito delle ordinanze antibivacco, antiparcheggiatori abusivi e antiprostituzione sono state identificate 102 persone con 59 sanzioni amministrative, 9 denunce per immigrazione clandestina e 78 controlli per vendita abusiva che hanno portato complessivamente a 26 sequestri penali e 34 amministrativi.

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