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Eurovinil: Sel Toscana propone un'interrogazione al Ministro del Lavoro

Interrogazione estesa anche alle Politiche Sociali e alla Difesa

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GROSSETO - Una riunione per comprendere le dinamiche aziendali, e toccare con mano una situazione troppo grave per non essere presa in considerazione dalla politica: la deputata grossetana Marisa Nicchi, la senatrice Alessia Petraglia e il vicepresidente della Provincia di Grosseto Marco Sabatini (Sinistra Ecologia e Libertà) hanno incontrato i lavoratori dell’azienda Eurovinil, in stato di agitazione da alcuni giorni. Eurovinil è controllata interamente da Survitecgroup ltd, che nel 2010 è stata acquistata da un fondo di investimento americano a nome Warburg Pincus e che dal primo aprile 2014 ha di fatto licenziato 87 lavoratori su 108.

L’incontro è servito a fare il punto sulla situazione al fine di sviluppare ulteriori iniziative parlamentari per sollecitare il Governo ad intervenire sulla delicata questione.

Sabatini effettua il punto della situazione: "Volevamo un contatto diretto con i lavoratori per comprendere le problematiche aziendali, e per costruire un percorso che porti alla salvaguardia dei posti di lavoro vista la specificità di cui Eurovinil dispone e l'importanza che riveste per il paese viste le sue criticità ambientali. Qui si producono tende necessarie per contrastare le emergenze che, purtroppo, sono all'ordine del giorno in Italia. Impensabile che questa ricchezza vada persa per via di alcune logiche che stanno in ottica di profitto immediato, senza valutare il lungo perido.  Abbiamo preso l'impegno per portare la situazione nei vari tavoli istituzionali per affrontare la situazione con serietà, ma senza effettuare inutili proclami ma dobbiamo diffondere a consapevolezza di perdere molto di più di ciò che si pensa.

Marisa Nicchi si sintonizza sullo stesso canale: "L'impegno da parte di tutti è quello di continuare a portare questa realtà a livello nazionale: questa azienda ha contatti con Protezione Civile e Croce Rossa, rappresentando un sistema fondamentale di sicurezza e risposta alle situazioni di emergenza. Abbiamo chiesto un'interrogazione con tanto di tavolo ufficiale fatto dal governo, perché Eurovinil non è solo Grosseto ma ha un enorme valore nazionale. Il Ministero della Difesa, e quello dello Sviluppo Economico, non possono ignorare questa situazione".

Alessia Petraglia invoca l'attenzione del Governo: "Eurovinil non deve chiudere: qui si produce un bene fondamentale nel momento di massimo bisogno, come dimostrato nel disastro avvenuto all'Aquila in cui i lavoratori grossetani si recarono a montare tende dopo appena sette ore. Un Governo che promette innovazione non può rimanere indifferente, sia per i lavoratori che per il significato che riveste nei momenti di criticità. Ci auguriamo che ci sia un massimo impegno per salvare l'importanza di quello che si produce qui, e viste le tante calamità che si manifestano in questo paese sarebbe un delitto chiudere questa fabbrica. Le famiglie grossetane devono stringersi intorno a Eurovinil, perchè questa è una battaglia della Provincia e della città: noi combatteremo a far si che non venga creata solamente solidarietà, ma anche decisioni concrete perchè la politica deve tornare a governare l'economia. Il Presidente del Consiglio Renzi, da buon toscano, non può rimanere indifferente di fronte a questo caso. "

Elena Olivi, rappresentante Rsu Cgil, ricorda l'importanza di mantenere un'azienda come Eurovinil all'interno dei confini nazionali: "I nostri prodotti devono continuare ad essere creati da noi, perché siamo l'unica realtà in grado di realizzarli: nel caso in cui Eurovinil sparisse dal mercato, l'Italia dovrebbe rivolgersi all'estero in caso di necessità con un conseguente aumento sensibile delle spese. Questa potrebbe essere una splendia occasione per la politica per poter aiutare il paese."

Più di novanta persone rischiano di rimanere senza lavoro, ed un'azienda da sempre sinonimo di sicurezza in tutti il mondo non può essere smantellata senza una trattativa seria. I lavoratori intanto proseguono lo sciopero, mantenendo il presidio in via Genova con la ferma volontà di far valere i propri diritti.

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