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La Bcc Banca della Maremma e Legambiente insieme per le energie rinnovabili

Efficienza energetica e sviluppo economico sostenibile

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GROSSETO - L’importanza di ristrutturare il patrimonio edilizio del nostro Paese con un’attenzione particolare al miglioramento dell’efficienza energetica, rimettendo anche in moto un settore in crisi come quello dell’edilizia. È stato questo il tema principale del dibattito che si è tenuto nello Spazio incontri di Festambiente, il festival nazionale di Legambiente, a Rispescia.


“Il tema dell’efficienza energetica soprattutto in questo periodo – ha spiegato Francesco Carri, presidente della Banca della Maremma - può essere il volano di sviluppo economico in un settore in crisi come quello dell’edilizia. La collaborazione della BCC con Legambiente, che ripropone il metodo utilizzato per le energie rinnovabili anche per la sfida sull’efficienza energetica, continua. È però necessario in questo ambito creare sensibilità nelle persone facendo capire che gli interventi non sono solo convenienti ma migliorano anche il confort della vita. Il quadro normativo si è perfezionato recentemente, è quindi il momento giusto per cogliere questa grande opportunità al volo. BCC è sempre stata presente anche per finanziamenti di piccoli interventi a differenza di altre banche che sono sempre state latitanti; tuttavia le richieste di finanziamenti per interventi di efficienza energetica al momento sono molto basse. C’è da lavorare sui condomini e interi edifici.
C’è la convinzione di dover lavorare insieme per creare consapevolezza nella gente ma c’è anche la voglia di mettersi in discussione: siamo partiti dall’analisi energetica delle nostre sedi e partiremo dalla ristrutturazione di quelle meno efficienti”.

“Ricordando innanzitutto che la collaborazione tra Legambiente e Credito Cooperativo è nata proprio in Maremma – ha continuato Edoardo Zanchini, vicepresidente nazionale di Legambiente - voglio iniziare sottolineando i dati che ci arrivano in questi giorni dal settore rinnovabili con la produzione del 40% del fabbisogno energetico italiano da fonti rinnovabili, dati che 10 anni fa erano solo parole. L’efficienza energetica è una risposta concreta alle famiglie: tra una casa costruita bene e una casa costruita male ci corrono 1000euro di bollette; oltre al fatto che intervenendo in edilizia si dà lavoro all’Italia”.

“Questo è uno dei pezzi dell’Italia che sta faticosamente cercando di emergere dalla crisi. La crescita di un paese – ha sottolineato Marco Onado, dell’Università Bocconi - dipende dall’aumento dei posti di lavoro e dall’aumento di produttività e questo settore va ad agire su entrambi senza la possibilità di delocalizzare. La crisi ha dimostrato una fragilità tremenda delle banche che durano fatica ad aprire i rubinetti del credito nonostante la liquidità”.

“Gruppo ICCREA sta lavorando sulla rigenerazione urbana di Palermo, Trapani, Ribera e alla riqualificazione di due quartieri di Napoli, di cui uno è un ex complesso siderurgico. Non dobbiamo occupare nuovo suolo – spiega Roberto Mazzotti, direttore generale Iccrea Holding -, ma cercare di recuperare cantieri non finiti che possono solo degradare se non riqualificati. Dobbiamo inoltre puntare all’autoconsumo nelle case e fare cultura su questo: il futuro va costruito con fatica”.

“L’Efficienza energetica è uno dei cardini del pacchetto clima che l’Italia ha portato in Europa – ha spiegato Silvia Velo, sottosegretario all’Ambiente. È un settore rilevante, strategico per la lotta ai cambiamenti climatici. Si vuol partire dando l’esempio ristrutturando gli edifici della pubblica amministrazione. Ci sono anche fondi a disposizione dei cittadini, bisogna solo renderlo noto. Inoltre la volontà da parte del Governo di rinnovare l’ecobonus (65% di detrazione fiscale) magari riducendone la percentuale ma dando continuità. Il governo sta proponendo con la legge sulla riduzione al consumo di suolo un nuovo modo di pensare l’edilizia. Infatti finanziando la ristrutturazione si può far ripartire uno dei pilastri dell’economia oltre a fare spending review. Ministero dell’Ambiente accetta la sfida e si impegna nella semplificazione ma invita anche le imprese chiedendo di puntare su linee di efficienza energetica”.

“L’ambientalismo è in realtà la ricerca di modi meno costosi in termini di risorse per ottenere dei risultati fissati. È stato proprio l’ambientalismo – ha concluso il presidente Giuliano Amato - a smuovere la tecnologia e la ricerca di nuovi materiali e nuove fonti di energia. A differenza però di altri grandi cambiamenti tecnologici che portavano al cambiamento del mondo, adesso la vita a cui ci ha abituato il precedente sviluppo tecnologico è sufficientemente confortevole, tanto che c’è bisogno di provocare il cambiamento. A volte la complicazione è nella cultura di chi la applica”.

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