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Funghi: l’appello della Asl 9 a fare attenzione anche alla qualità delle specie commestibili

Sette persone in dieci giorni in ospedale per intossicazioni

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GROSSETO - La stagione dei funghi sta producendo raccolte da record, in particolare in alcune zone della provincia e, soprattutto, di porcini e ovoli. E malgrado gli appelli alla prudenza, all’attenzione alle specie tossiche e alla buona conservazione di quelle commestibili (presenza di muffe, vermi, ecc), i pronto soccorso della Asl 9 hanno registrato diversi accessi: sette persone negli ultimi dieci giorni. Tuttavia, la notizia non sta tanto nel numero dei pazienti coinvolti, quanto nella particolarità delle intossicazioni. In alcuni casi, infatti, alle strutture sanitarie di emergenza si sono rivolte persone che presentavano sintomi di intossicazione per aver consumato ovoli crudi invasi da muffe e larve d'insetti, porcini cotti, ma ugualmente infestati di larve. Solo in un caso, invece, il cercatore aveva consumato l’Omphalotus olearius (il sosia dei Cantharellus cibarius, conosciuto come giallarello), responsabile di oltre il 20 per cento delle intossicazioni. Tutti se la sono cavata con poco, ma l’invito a stare molto attenti a cosa si mette nel piatto viene e rinnovato con maggior vigore dalla Asl 9.

Come spiega il responsabile dell’Ispettorato micologico della Asl 9, Leonardo Ginanneschi, infatti, “al momento non si sono registrati episodi di particolare gravità, ma, in diversi casi, responsabile dell’intossicazione non è stato il fungo malefico, ma il fungo buono consumato malgrado muffe, larve e vermi. Da qui il rinnovato invito a controllare le specie commestibili raccolte e a conservarle in frigo o in un luogo fresco e asciutto, a cuocerle bene e a consumare crudi solo i funghi giovani e in perfetto stato di conservazione”.

L’ispettorato micologico della Asl 9
È importante ricordare che la Asl 9, nei mesi di maggiore raccolta di funghi, attiva ogni anno in tutto il territorio, gli sportelli dell’Ispettorato micologico, un servizio gratuito, rivolto ai cercatori occasionali che raccolgono funghi per autoconsumo, dove i micologi forniscono consulenza sulla qualità delle specie raccolte.
“In caso di dubbi – spiega Ginanneschi - prima di cucinare le specie raccolte, recarsi alle sedi degli ispettorati più vicine e farle esaminare dagli esperti, ricordandosi di portare con sé tutti i funghi trovati, integri e ben conservati per facilitarne il riconoscimento.

Orari e sedi degli sportelli dell’Ispettorato micologico
·       Grosseto – fino al 28 novembre - Villa Pizzetti, viale Cimabue (edificio a destra del cancello principale), telefono 0564/485605, 483613 – 483626 – 483698 - 483699; lunedì, martedì, venerdì dalle 13 alle 14; giovedì dalle 17 alle 19.
·       Follonica – fino al 28 novembre - Distretto sanitario, viale Europa, telefono 0566/59516 - 59585; lunedì e venerdì alle 13 alle 14;
·       Massa Marittima – fino al 27 novembre - uffici amministrativi, viale Risorgimento, telefono 0566/909408; il mercoledì dalle 13 alle 14.
·       Manciano – fino al /24 novembre – via Campolmi, telefono 0564/618008; il lunedì dalle 13 alle 14;
·       Arcidosso – 27 ottobre/24 novembre - Distretto sanitario, via degli Olmi, telefono 0564/914806 - 914807- 07, il lunedì dalle 13 alle 14.

Dati 2013
Lo scorso anno, si sono verificati 34 casi di intossicazione da funghi con altrettanti accessi ai pronto soccorso aziendali funghi, concentrati da metà ottobre a metà novembre. La maggior parte degli intossicati (30), ha avuto bisogno di un ricovero in ospedale.

Dati 1995 - 2013
Dal 1995 al 2013, in provincia di Grosseto sono state segnalate in totale 409 intossicazioni da funghi di specie accertate (tra queste 23 hanno interessato bambini fino a 14 anni), ma in nessun caso, fortunatamente, si è verificata la morte della persona.
Le prime dieci specie responsabili d’intossicazioni nella Asl 9, nel periodo in esame, evidenziano il dominio delle due specie tossiche più confuse con altre commestibili, nelle aree mediterranee: l’Entoloma sinuatum (meglio conosciuto come lividum), un fungo molto tossico che viene confuso con il Clitocybe nebularis, detto ordinale grigio, abitualmente utilizzato in Maremma, benché anch’esso tossico se non ben cotto, se consumato in pasti ravvicinati e da soggetti sensibili;  l’Omphalotus olearius, confuso con il prelibato giallarello. A questi si aggiunge l’Agaricus xanthoderma, molto tossico e facilmente confuso con il comune prataiolo.

Scorrendo la classifica, tuttavia, tra i responsabili di intossicazione ci sono funghi in realtà commestibili e molto apprezzati, ma che figurano nell’elenco perché cucinati e consumati in cattivo stato di conservazione (vecchi, ammuffiti, ecc.): si tratta dei porcini (Boletus edulis), le mazze di tamburo (Macrolepiota procera), gli ovoli (Amanita caesarea), i chiodini (Armillaria mellea) tossici, se consumati dopo le gelate o poco cotti, i boleti luridi (Boletus luridus), che non vanno consumati fritti o alla griglia (modalità che mantengono pressoché cruda la carne del fungo al centro della fetta).

In percentuali molto più basse, si sono verificate anche intossicazioni per il consumo della temibile Amanita phalloides, una specie potenzialmente mortale anche se assunta in piccole dosi (70 grammi di fungo fresco possono portare alla morte un adulto di 70 chili, se non trattato in tempo). Per fortuna le 5 intossicazioni, nel periodo in esame, non hanno avuto esito infausto.

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