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Corsa a ostacoli per la Torino-Lione

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TORINO - Un preambolo, 28 articoli e diversi allegati per definire l'accordo Italia-Francia sulla tratta internazionale della Torino-Lione: il testo, sottoscritto dai due Paesi il 30 gennaio 2012, è stato ratificato dal Parlamento francese il 31 ottobre scorso mentre ieri la Camera ha avviato la discussione generale sul testo e tra oggi e domani è previsto il voto. Sel (Sinistrea ecologia e libertà) ha presentato 502 emendamenti «La ratifica è un errore – dicono –, le risorse vanno impegnate altrove, concentrandosi sulla creazione di lavoro e il rifinanziamento della Cig».

L'iter del documento era iniziato il 30 luglio scorso: incassato il parere delle commissioni competenti, l'ultima è stata la Commissione Affari esteri, il 6 novembre, ora si punta alla ratifica prima alla Camera e poi anche al Senato. Difficile che possa passare prima del 20 novembre, data del vertice tra Italia Francia che avrà tra i suoi temi anche la Torino-Lione. Più probabile che le due camere ratifichino il testo entro fine anno.
«In parallelo – sottolinea Mario Virano, commissario del Governo per la Torino-Lione – la valutazione di impatto ambientale (Via) del progetto definitivo della tratta internazionale è quasi concluso presso il ministero dell'Ambiente, il prossimio passo è il passaggio al Cipe per gli adempimenti finanziari». Mentre per quanto riguarda il progetto della tratta nazionale, quella che in futuro dovrebbe collegare la stazione internazionale di Susa a Torino, è in fase di scrittura il parere sul progetto preliminare.

Il documento sottoscritto dai due governi contiene una serie di indicazioni, dalla governance del progetto alle caratteristiche del futuro promotore pubblico che dovrà affidare e seguire i lavori e che avrà sede sul territorio francese. Accanto alle disposizioni per il finanziamento dell'opera stessa – con la definizione, al netto del contributo che arriverà dll'Ue, delle quote del 57,9% per la parte italiana e del 42,1 per la parte francese –, le modalità di realizzazione del progetto, norme sulla la messa in servizio dell'opera e sul suo esercizio, infine le misure di accompagnamento del progetto. L'allegato 3, in particolare, impegna le parti a promuovere il trasferimento modale del trasporto merci, a partire dalla rete esistente, per rafforzare il servizio di autostrada ferroviaria alpina. Anche attraverso aumenti dei pedaggi autostradalidel Monte Bianco e del Frejus, con la possibilità di destinare quote a progetti che favoriscano l'intermodalità. E possibili divieti di transito per i mezzi pesanti Euro 1 e 2 e per il trasporto di merci pericolose. Riattivare la direttrice Italia-Francia in vista dell'entrata in funzione del futuro tunnel di base è una delle sfide dei prossimi anni.

Il vertice Italia-Francia è in calendario il 20 novembre prossimo: in quell'occasione i Movimenti per il diritto all'abitare hanno annunciato presidi intorno al luogo in cui si incontreranno il premier italiano Enrico Letta e quello francese François Hollande. Per gli oragnizzatori, «l'occasioneper fare luce sul problema dell'utilizzo dei fondi per le grandi opere, affinché vengano destinati al welfare e al diritto all'abitare». Ma il fronte degli oppositori all'opera si sta organizzando anche a livello locale. Sabato prossimo, 16 novembre, è in calendario una manifestazione a Susa voluta dal Movimento No-Tav, dalla Comunità montana e da una parte dei sindaci della Valle. «Gli amministratori della Valsusa – sottolinea Renzo Plano, presidente della Comunità montana – per porre una questione, quella della finanziabilità di quest'opera, nell'ottica delle priorità per il nostro paese. Crediamo che la tutela del territorio da terremoti e inondazioni, come emerso nell'incontro avuto con il sindaco dell'Aquila, rappresenti una questione urgente, che avrebbe bisogno di 130 miliardi di risorse, che debba essere messa in testa alle priorità per l'Italia».

  [Il Sole 24Ore]

Da molto tempo si sente parlare di TAV, la linea di treni d'alta velocità che fa parte di un progetto europeo per rendere i trasporti più facili, veloci ed economici. Il NO TAV è il movimento che in Italia si oppone alla costruzione del tratto italiano di ferrovia veloce, quello che da Torino, attraverso la Valsusa, dovrebbe congiungersi a quello francese fino a Lione.

In seguito alle dichiarazioni di alcuni No Tav, Le Iene verificano la presenza in rete di un documento chiamato "Mobilitè 21", lo studio sui trasporti francesi della commissione nominata da Hollande. Uno dei suoi punti dice che: "Nessuna grande opera, tra cui l'alta velocità tra Lione e Torino, si realizzerà in Francia prima del 2028-2030".
Le Iene intervistano, quindi, Ives Crozet, uno dei 10 membri della commissione Mobilitè 21, professore di Economia all'Università di Lione e membro del Laboratorio di Economia dei Trasporti.

Ecco una sintesi dell'intervista:
Iene: Cos'è Mobilitè 21?
Crozet: "Nell'ottobre 2012 il Ministro ha formato una commissione di 10 persone, sei deputati e senatori e quattro esperti tra cui io, per studiare l'insieme delle infrastrutture dei trasporti in Francia. Questa commissione è stata chiamata Mobilitè 21 perché è incentrata sul XXI secolo e i servizi di trasporti".

Iene: Ci può riassumere a che conclusioni è arrivata sul tratto francese Lione-Torino?
Crozet: "La principale conclusione del rapporto della Mobilitè 21 era di fare attenzione alla realizzazione di progetti di linee ad alta velocità, anche perché queste linee nuove creerebbero problemi di saturazione sugli snodi ferroviari esistenti. Piuttosto che concentrarsi sulla costruzione di centinaia di chilometri di linee ferroviarie ad alta velocità, era meglio concentrarsi sul dare molta più mobilità ai nodi ferroviari parigini, di Lione e Marsiglia. E abbiamo insistito che costruire il tunnel Lione-Torino avrebbe implicato spese estremamente ingenti e che i soldi spesi per la Lione-Torino avrebbero precluso gli investimenti sugli altri progetti nazionali."

Iene: Abbiamo letto una data prima della la quale non potranno iniziare i lavori. Ce la può confermare?
Crozet: "Il Governo ha ricevuto il rapporto della commissione Mobilitè 21 alla fine del giugno 2013 e il 9 luglio 2013 il Primo Ministro ha fatto una comunicazione sugli investimenti futuri e ha confermato che avrebbero seguito le conclusioni del rapporto Mobilitè 21. Cioè, che avrebbe dato la priorità agli investimenti sulla stazioni parigine e che il solo progetto futuro entro il 2030 sarebbe stato la linea Bordeaux-Tolosa."

Iene: Qual è la linea ufficiale del governo francese su quest'opera?
Crozet: "Per noi è molto chiaro che i Governi da molti anni cercano di rimandare questo progetto senza mai osare dire la verità: cioè che andrebbe fermato. Sempre più persone sostengono che il progetto è troppo costoso e che soprattutto non corrisponde a una reale domanda e che se si realizza questo progetto il traffico e l'utilizzo sarà veramente basso. Quindi sarà un progetto con una grande capacità di traffico ma non sarà utilizzato. Tutti i deputati, la corte dei conti, spiegano che questo progetto non è assolutamente prioritario, oltre ad essere molto costoso".

Iene: In Italia si dà per certa la costruzione. Si dice che è fondamentale per l'Europa
Crozet: "Negli orizzonti futuri di realizzazione non verrà realizzato quasi niente prima del 2025-2030"Iene: I lavori continuano o sono fermi?Crozet: "Per il momento i lavori sono fermi"

Se volete vedere l'intervista completa andata in onda in tv CLICCATE QUI

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