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La continua discesa dell'inflazione nell'Eurozona

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Sentiamo continuamente il termine inflazione al punto in cui ormai lo ricolleghiamo ad un aumento del tasso inflazionistico, ma non sempre è così.
E' necessario risalire alla caduta dell'Impero Romano d'Occidente per conoscere il primo caso d'inflazione in Italia. Nel 476 d.C. il denaro aveva perso un consistente valore nei confronti dei metalli preziosi al punto in cui i commercianti rifiutavano la moneta. Alla fine del 700 d.C. Carlo Magno introdusse una riforma monetaria con la quale istituì la lira che veniva usata come una unità di misura e di conto. Nel corso degli anni la lira ha acquisito un potere d'acquisto diverso a seconda dei momenti storici in cui l'Italia era coinvolta, mentre i prezzi subivano aumenti con picchi anche vertiginosi. Il caso più significativo è rappresentato dal rialzo degli stipendi della classe operaia nei primi anni sessanta. Questo generò però anche l'aumento del costo della vita e di conseguenza uno squilibrio economico caratterizzato da un aumento dei prezzi. Tale fenomeno prende il nome d'inflazione.
Ma cosa sta accadendo negli ultimi mesi? In gran parte dell'Eurozona l'inflazione sta riscontrando una discesa dovuto all'accentuarsi della diminuzione dei prezzi degli alimenti non lavorati. Questo andamento è del tutto in controtendenza con il silenzioso aumento dei prezzi di altri panieri di beni e i deboli consumi degli italiani. La ripresa è quindi ancora lontana soprattutto per gli agricoltori. Sono proprio i vegetali freschi a far segnare il maggior crollo dei prezzi, infatti gli acquisti per frutta e verdura sono sotto il livello minimo raccomandato dal Consiglio dell'OMS di almeno 400 grammi al giorno a persona.
Oggi più che mai il settore agricolo necessita di riforme al fine di preservare il settore primario che da sempre caratterizza e distingue il nostro paese.

 

Inflazione: fenomeno generato da un prolungato aumento dei prezzi che tende a diminuire il potere d'acquisto di una moneta.

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