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Cripta di Giugnano dell'Abbazia di San Salvatore

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La Cripta ed il  complesso architettonico di San Salvatore di Giugnano è situato in un ambito territoriale di circa 2-3 ettari, di tre ambienti formali suddivisi tra loro, il corpo centrale formato dalla cripta dai ruderi del corpo abbaziale, dal chiostro e del camminamento, dal corpo laterale dell’aula detta “rettangolare” o gotica, e il terzo, la fonderia con le sue strutture accessorie.

Che compone inoltre parte dell’unità produttiva anche il mulino trasformato in epoca recente in un elegante relais, e la fonderia, posti in diverso terreno, seppur confinante. La cripta, ipogea, non di nascita, porge al visitatore (seppur esperto) ancora il mistero della luce medievale, grazie ad una apertura sommitale da cui, in determinate ore del giorno, filtra una perfetta luce che ne sottolinea gli effetti voluti di chiaroscurali e di rustico trascorso di tempo tra i suoi muscoli di pietra.

La distribuzione plani-volumetrica ci permette di dire che la suddivisione attuale è la stratificazione di varie epoche costruttive: dai grandi massi delle due nicchie laterali che denunciano una maggiore antichità, alle finestre ormai sotterrate che ci parlano di una fase fuori terra (magari la prima chiesa benedettina); dall’abside molto grande che occupa la maggior parte dello spazio planimetrico, ai quattro pilastri, di materiale diverso da tutta la struttura (due in pietra calcarea e due in granito); dai quattro capitelli decorati in modo completamente diverso, alle nicchie, che sembrano sottendere un tamponamento leggero intonacato che delinea un passaggio.

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