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Nubifragi in Maremma: non è solo fatalità

Il Presidente della Cia di Grosseto Enrico Rabazzi lancia un sos per salvare l'agricoltura: “l'ennesimo nubifragio rischia di far saltare l'intero sistema, se non si interviene possiamo salutare la nostra agricoltura!”

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GROSSETO - “Mi sono già attivato per chiedere lo stato di calamità e la fiscalizzazione degli oneri sociali per le aziende di Grosseto messe in ginocchio dall'ennesima bomba d'acqua che oggi ha colpito il nostro territorio” sono le parole pronunciate ieri dal Presidente della Cia – Confederazione Italiana Agricoltori di Grosseto (e vicepresidente regionale) Enrico Rabazzi dopo l'ennesimo nubfragio che ha colpito la Maremma.

“Oggi abbiamo assistito alla messa in ginocchio di quella zona che era stata parzialmente risparmiata nei mesi scorsi, in particolare Castiglione della Pescaia, Pian di Rocca, Scarlino e la zona di Pian d'Alma, Follonica, il grossetano e la zona di Scansano”.

“Siamo davvero mortificati – continua Rabazzi – quest'anno non c'è pace per il nostro settore, accanto ai danni causati dal maltempo infatti le aziende si troveranno a pagare una enorme quantità di tasse in arrivo a fine anno. E sul maltempo non si venga a dire che non è colpa di nessuno perchè, mi permetto di dire, se in questi anni si fosse fatto un uso razionale delle risorse del pianeta nel rispetto del settore primario la storia avrebbe avuto un corso diverso".

"Lunedì a Cecina incontrerò il sottosegretario all'ambiente Velo ed è mia ferma intenzione portarla in Maremma per verificare di persona come sono messe le nostre aziende e quali enorrmi difficoltà si trovano ad affrontare. E se posso concordare sul fatto che dobbiamo prendere atto dei cambiamenti climatici e con essi convivere, si dovrà convenire con me che è giunto il momento di smettere di considerare l'agricoltura un comparto al quale nulla è dovuto ma tutto si può chiedere: che rispetti le regole, che ci offra prodotti salutari che coninui a sostenere un pesantissimo carico fiscale".

"Se non si sta più vicini all'agricoltura, nei fatti e non solo con le parole, presto potrebbe non esserci più un'agricoltura” - conclude lo stesso Rabazzi.

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