Camera di Commercio: il commento sulla dinamica demografica delle imprese della provincia di Grosseto

L'analisi dei dati relativi al IV Trimestre 2014 e all'anno 2014

| Categoria: Attualità
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GROSSETO - “Avanti adagio, quasi indietro”. Nel 2014, nonostante alcuni valori di sintesi di segno positivo, la dinamica demografica delle imprese grossetane non manifesta l'attesa ripresa. Si rinnova il calo, pur in intensità diverse, nei principali settori, dall'agricoltura alle costruzioni, dal commercio ai servizi di alloggio e ristorazione. In netto calo anche l'artigianato. Nota positiva il trend delle società di capitale mentre si registra una sostanziale invarianza per quelle di persone ed una marcata diminuzione per le imprese individuali. Consistente la presenza di imprese femminili; contenute nel numero e nella percentuale quelle giovanili ed ancor meno quelle straniere.

Nei giorni scorsi Infocamere, società consortile del sistema camerale, ha rilasciato una serie di dati che contengono informazioni utili per lo studio della dinamica provinciale delle imprese nel quarto trimestre 2014 e più in generale nel decorso anno. Questi dati, elaborati ed approfonditi dall’ufficio studi della Camera di commercio di Grosseto, vengono così brevemente commentati dal presidente della Camera di Commercio di Grosseto, Giovanni Lamioni.
“I dati relativi al flusso delle imprese grossetane nell'ultimo anno rafforzano il convincimento, espresso più volte, sia che la tanto attesa ripresa è ancora lungi dal manifestarsi e che le gravi difficoltà economiche e finanziarie in cui versa il nostro tessuto imprenditoriale sono ancora presenti. Nonostante la recente ma straordinaria coincidenza di due fattori favorevoli come il deprezzamento del cambio dell'euro e la concentrazione del prezzo del petrolio, continua ad aleggiare un diffuso senso di incertezza che demotiva fortemente a “mettere su una impresa” o a pensare seriamente, chi quella impresa ce l'ha già, ad investimenti. La sfibrante pesantezza di molti adempimenti burocratici, l'incidenza della tassazione ai diversi livelli ed il permanere dell'andamento dei consumi interni su dei valori ancora estremamente contenuti non può che incidere negativamente sui volenterosi che vogliono intraprendere un' avventura imprenditoriale che, purtroppo, non ha più l'appeal di una volta. Se a ciò sommiamo il permanere di una oggettiva difficoltà per l'accesso ai finanziamenti- continua Lamioni - comprendiamo come sarà sempre più difficile vedere nuove imprese e, soprattutto, imprese di giovani. Giovani che, come risulta anche da recenti indagini ritengono di dover, giocoforza, indirizzare il loro futuro fuori del territorio nazionale. Mortifica non il fatto che i giovani intendano vivere una esperienza formativa all'estero, che è un dato di per se stesso positivo se libero e spontaneo, ma che in loro, stante i mille noti problemi del sistema Paese, trovi difficile riscontro, il desiderio di rientrare e mettere a frutto il loro bagaglio culturale, la loro voglia di fare, nel Paese di origine”.

Al 31 dicembre 2014 risultano iscritte al registro delle imprese della Camera di commercio di Grosseto n. 28.732 imprese (sedi); l’insieme delle cellule produttive di un territorio e cioè le localizzazioni1, si attesta a quota 35541 (tav.1a). Nell'anno 2014 il tasso di crescita2 al netto delle cancellazioni di ufficio3 risulta pari a 0,66%, mantenendosi su di un livello sostanzialmente in linea, per non dire di poco superiore, al valore medio complessivo della Toscana (0,59%). Nella graduatoria decrescente tra le 10 province toscane, Grosseto con una percentuale del tasso di crescita di 0,66, si posiziona al quinto posto, superata nell'ordine da Pisa (1,29%), Prato (0,85%), Firenze (0,83%), Massa-Carrara (0,68%), e con un valore quasi simile a Livorno (0,65%), mentre Siena e Lucca fanno registrare valori anche negativi (tav.1a). I dati, considerando che vengono depurati dalle cancellazioni di ufficio, aldilà del segno più, risultano in genere non particolarmente esaltanti e testimoniano in modo indiretto che la tanto attesa ripresa risulta ancora flebile, quasi impercettibile.

Dal confronto con i dati rilevati nell'anno precedente, tav.1b, emerge una sostanziale conferma di un andamento tendenziale che per l'entità non può essere inteso come una uscita definitiva dalla crisi e l'innesto di una virtuosa ripresa. Indicativo di ciò, più che il confronto tra i saldi, dove si registra un lieve decremento dei pur positivi valori, è il diverso dinamismo delle componenti, ed in particolare di quella relativa alle “nuove” iscrizioni (1508 nel 2014 contro 1643 nel 2013). Tale fatto, così come rilevato nei precedenti commenti, sottolinea la validità delle preoccupazioni più volte manifestate sia dai singoli imprenditori che dalle associazioni di categoria di tutti i settori economici. Preoccupazioni derivanti da problematiche di diverso tipo, dall'acceso al credito alle “pastoie” burocratiche, dal calo dei consumi alla “pesantezza” del sistema fiscale; difficoltà, queste, oggettive ed indiscutibili.

La considerazione sulla “pesantezza” in cui grava il sistema imprenditoriale trova conferma anche osservando i dati del trimestre precedente (III trimestre 2014), dove si è rilevato un saldo positivo di 53 imprese, conseguente alla differenza di 245 iscrizioni contro 192 cessazioni (tav.1c). Tale dato, come più volte sottolineato, non deve trarre in inganno in quanto, storicamente, il secondo ed il terzo trimestre dell'anno sono quelli in cui si registra, o meglio si dovrebbe registrare, una maggiore propensione verso l'avvio di nuove imprese (II trimestre) o la minor richiesta di cancellazione (III trimestre), il tutto stante l'incidenza sul tessuto imprenditoriale della particolare stagionalità del turismo maremmano.

Il quadro settoriale poi rileva chiari ed inequivocabili elementi di riflessione. Nell'anno 2014 i principali settori della economia grossetana continuano a palesare una certa “difficoltà” come comprovano i dati (tav. 2a): agricoltura (saldo -163), industria manifatturiera e costruzioni (saldo, rispettivamente, -4 e -55 imprese), commercio e servizi di alloggio/ ristorazione (saldo, rispettivamente, -46 e -38). Seppur in intensità variabile si registra una contenuta attenuazione dell'andamento negativo per l'agricoltura, le costruzioni ed il commercio dove nel 2013 (tav. 2b) veniva rilevato, rispettivamente, un saldo di -185, -67 e -46 imprese, mentre il saldo per i servizi di alloggio/ristorazione continua a crescere in senso negativo (-10 nel 2013 a fronte di -38 nel 2014).
In pratica se dobbiamo proprio sforzarci di leggere un segnale positivo potremmo dire che i principali settori economici (ad eccezione dei servizi di alloggio/ristorazione) nel decorso anno, pur perdendo unità produttive, ne hanno perse di meno dell'anno precedente e quindi il trend, ancorché continui a manifestare valori negativi, ha subito un rallentamento.
Una considerazione, pur sintetica, è opportuna anche relativamente alla distribuzione delle imprese per settore economico (tav.2 d). Al 31 dicembre 2014, fatto pari a 100 il totale del le imprese maremmane classificate, 32,86 imprese appartengono al settore primario (il valore medio regionale, pari a 10,31, è tre volte inferiore, mentre quello italiano risulta 13,55), 5,58 al settore manifatturiero (a fronte del 13,97% in Toscana e del 10,40% in Italia), 12,70 alle costruzioni (15,92% in Toscana, 15,24% in Italia), 20,15 al commercio (25,68% in Toscana, 27,39% in Italia), 9,09 Alberghi e P.E. (8,04% in Toscana, 7,39% in Italia), 4,43 alle attività immobiliari (6,56% in Toscana, 5,01% in Italia)4. Rispetto all'anno precedente la composizione percentuale per settore economico, tav 2e, registra una perdita di peso più o meno contenuta per tutti principali settori, ad eccezione di quello relativo al commercio, che pur diminuendo in valore assoluto di 66 unità, cresce di qualche centesimo in termini percentuali.
Per quanto concerne l'artigianato5, che dal punto di vista statistico risulta trasversale a diversi settori economici, si continua a registrare un continuo e preoccupante calo di unità; dalle 6400 del 2011 si è passati tre anni dopo alle 5873 imprese. Nell'ultimo anno in esame (2014) il saldo tra iscrizioni e cancellazioni è -161 ; di queste ben 118, pari ad oltre il 73% , sono imprese artigiane del settore della costruzioni.
Relativamente alla natura giuridica delle imprese ed in particolare alla distribuzione per classe (tavole 3a, 3b, 3c), si rileva che nell'anno 2014 continua la significativa crescita delle imprese societarie; tale crescita risulta interamente imputabile all'aumento di quelle di capitale che, tra le altre cose, hanno risentito positivamente, della recente introduzione di norme di semplificazione per la costituzione di srl6.
Le società di capitale, infatti (con un tasso del +5,42% derivante da un saldo di 207 imprese7) rinnovano, imponendo una accelerazione, l'andamento tendenziale positivo dell'anno precedente (+5,05% nel 2013), mentre, di converso, risulta negativo (-1,03%) il tasso delle imprese individuali. In estrema sintesi nel periodo oggetto di analisi si rinnova una lenta ma continua tendenza alla capitalizzazione del tessuto imprenditoriale della provincia di Grosseto. Ciò risulta evidente dalla progressiva crescita delle società di capitali, da una sostanziale invarianza di quelle di persone ed un calo, più o meno sensibile a seconda dei periodi, delle imprese individuali. Per quantificare il fenomeno si rileva che dal 2003 al 2014, le società di capitali sono quasi raddoppiate, passando dall' 8,6% al 14,02%; quelle di persone sono rimaste grosso modo costanti (dal 21,9% al 21,8%) mentre le imprese individuali sono diminuite di circa il 10%,(dal 66,6% al 60,9%)8.
Un ultimo appunto per le imprese femminili, giovanili e straniere9 in provincia di Grosseto (tav.5 dati strutturali: imprese attive). Per queste particolari tipologie si riscontra la conferma di alcune specificità e cioè: una marcata presenza della imprenditorialità femminile (il 27,8% delle imprese attive, a fronte del 23,4% della Toscana e del 22,3% dell'Italia) un contenuto carattere giovanile (8,2% contro il 10,1% in regione e l'11% in Italia) ed un limitato concorso della imprenditorialità di origine estera (6,9% a fronte del 13% in regione ed il 9,2% nel territorio nazionale).


1 somma delle sedi e delle unità locali presenti nel territorio provinciale
2 saldo rapportato al totale di imprese iscritte ad inizio periodo di riferimento
3 si è ritenuto utile, per meglio comprendere la dinamica reale, considerare solo le cancellazioni richieste dall'utenza e cioè al netto di quelle di ufficio (decretate dal Giudice del Registro ai sensi del Dpr 247/90, art 2490 cod.civ. ecc.) in quanto queste ultime, le cancellazioni di ufficio, risentono di patologie non direttamente connesse con la situazione congiunturale.
4Anche i dati relativi alla Toscana ed all'Italia si riferiscono al 31 dicembre 2014.
5Dati Infocamere, banca dati stockview.
6A titolo di esempio non esaustivo si segnala che al 31 dicembre 2014 le srl semplificate risultano pari a 135.
7Si ricorda, al fine della quadratura dei dati, che anche in questo caso come in tutti quelli in cui non è diversamente specificato, le cancellazioni risultano sempre al netto delle cancellazioni di ufficio.
8Infocamere, cruscotto di indicatori statistici, dicembre 2014.
9Per la definizione di imprese femminili, giovanili e straniere si rinvia alla tavola sopra indicata.

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