“Giorgio Nissim, una vita al servizio del bene”, in Municipio la presentazione del libro di Alfredo De Girolamo

Presentato oggi in Municipio con il sindacoBonifazi il libro che racconta la storia dell’uomo che mise a repentaglio la propria vita per salvare gli ebrei in Toscana

| Categoria: Attualità
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GROSSETO - “Giorgio Nissim, dopo la cattura dei dirigenti del Delasem toscano si ritrovò da solo a contrastare le azioni dei nazifascisti contro gli ebrei. Sotto falso nome e spesso incappucciato in un tabarro nero si muoveva con circospezione e sveltezza per mettere al sicuro famiglie, salvare vite, organizzare la rete di assistenza messa in piedi insieme ad alcuni preti lucchesi. In meno di due anni di attività segreta, Nissim salvò centinaia di vite umane dalla fucilazione o dall'internamento nei campi di sterminio. Un esempio di esistenza dedicata alla causa giusta, sempre dalla parte di chi subiva ingiurie e azioni oggi impensabili. Il libro vuole raccontare la storia semplice di un uomo comune, che un po' per caso, un po' per scelta, si comportò da eroe fra altri eroi”. Con queste parole Alfredo De Girolamo ha presentato a Grosseto il volume Giorgio Nissim, una vita al servizio del bene, edito da Giuntina, in edicola con La Nazione nella settimana del Giorno della Memoria (27 gennaio) e dedicato alla storia di Giorgio Nissim, che mise a repentaglio la propria vita per salvare quelle altrui. In conferenza stampa in Comune sono intervenuti il sindaco di Grosseto Emilio Bonifazi e il caposervizio de La Nazione di Grosseto Luca Mantiglioni.

“Da qualche anno – prosegue l’autore nel raccontare come nasce il libro – sto lavorando sulle storie di chi ha agito in modo eroico a rischio della propria vita e senza interesse personale per salvare la vita anche di un solo ebreo dal genocidio nazista della Shoah, e ho deciso in questa occasione di approfondire la figura di Nissim, un ebreo impavido e generoso protagonista di vicende accadute in Toscana che sono assolutamente da raccontare, e al cui cospetto non si può restare indifferenti”. 
E’ nato così un libro che intreccia la storia di Nissim con le vicende di ebrei e non ebrei al servizio del bene. Uomini protagonisti di storie che si sono rincorse per tutta la Toscana, da una Lucca chiusa nelle sue mura ma non all'altruismo a una Firenze sede del comitato clandestino della Delasem, a una Pisa bombardata passando per Livorno e la sua "zona nera", le campagne, le chiese, le stazioni ferroviarie come quella di Vaiano, nel pratese, da cui prende le mosse la storia avvincente di Giorgio e della sua famiglia. 
“Quella di Giorgio Nissim – conclude De Girolamo – è stata un esempio di esistenza dedicata alla causa giusta, sempre dalla parte dei perseguitati. Una storia scritta per far conoscere il cuore di un uomo che non deve essere dimenticato”.

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