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FIABA - Le biciclette incantate di Follonica

| di ALESSANDRO SAITTA
| Categoria: Attualità | Articolo pubblicato in Spazio Aperto
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C'era una volta in provincia di Grosseto un paesello fatato chiamato Follonica, dove bastava che chiunque mettesse le ruote di una bicicletta sull'asfalto per farle acquisire poteri magici diabolici immaginabili!

Esse cominciavano a condurti dove volevano loro, senza che nessuno potesse opporsi, nemmeno i folletti benigni con la camicia blu e la paletta che usavano solo al mare per scavare le buchette; Tali buchette, però non servivano mai per piantare i cartelli che delimitavano la zona di balneazione privilegiata e protetta nei pressi del delta del limpidissimo Torrente Petraia, famoso in zona per la salubrità delle sue acque pure, incontaminate e cristalline. Tale zona era ben conosciuta agli abitanti del paese, ma non ai viandanti che magari potevano solo bagnarsi e rinfrescarsi, ma senza berla perdendosi i magici e portentosi benefici che se ne potevano trarre, a scapito di un solo innocuo effetto collaterale: dissenteria incontrollata a tempo indeterminato.

Questi simpatici folletti erano alle dirette dipendenze dello Sceriffo Bartolomeo (già Sceriffo Nottingham e sono leggendarie le sue lotte contro Robin Hood).

Dicevamo degli straordinari poteri acquisiti dai nostri mezzi a due ruote grazie all'incantesimo; Esse grazie ad esso potevano magicamente trovarsi  a transitare contromano in vie ad elevata circolazione e in presenza di incroci, in vie strette e in mezzo alla strada, sui marciapiedi, sui passaggi pedonali (anche sotterranei e riservati ai pedoni).

Come dimenticarsi inoltre che ogni volta che un folletto dello Sceriffo Bartolomeo venisse ad incontrare una bicicletta venisse irrevocalmente disintegrato? Motivo per cui i nostri operosi ma pavidi folletti, fingevano di non vedere le infrazioni commesse dalle biciclette, o si nascondevano accuratamente, essendo tuttavia impegnati a multare i carri in sosta vietata per arricchire gli scrigni colmi di denaro di Re Benigno (un re dal carattere mansueto, che però si faceva soggiogare da Cavalieri e suggeritori della sua Tavola Rotonda, dai quali spesso venìva ricattato).

Un'altro dei motivi che riusciva a tenere 'sotto scacco' Re Benigno, era la forte influenza che esercitava su di lui la Nobiltà Follonichese, che riusciva anche a non permettere a chi si opponeva a a Re Benigno potesse prendere il sopravvento.

Tuttavia non solo le biciclette acquisivano superpoteri, ma anche solo poggiare un piede (sia con scarpa che scalzo) rendeva le gambe del malcapitato preda di movimenti inconsulti, e il povero inconsapevole viandante si trovava a correre i mezzo alle vie destinate alla circolazione dei carri, sui percorsi delle biciclette incantate, o apparire magicamente dal nulla sulle strisce pedonali (attraversandole di corsa).

Questi accadimenti succedevano prevalentemente in periodo estivo, dato che il paesello era una meta scelta da tanti pellegrini e viandanti, ma anche la stagione invernale portava le proprie magie. Quando il clima si irrigidiva, gli orchi di cioccolato (creature mitologiche) che in Estate erano impegnati a vendere camicie, tuniche e mantelli contraffatti sulla spiaggia, davano luogo alla loro transumanza verso le zone interne del paesello. Ed era proprio nelle zone interne del paesello che tutti i malefici dell'incantesimo Follonichese venivano sfruttati dagli orchi di cioccolato (sia al latte che fondente). Gli orchi di cioccolato (spesso di dimensioni notevoli) si avventuravano nelle prima citate acrobazie stradali cittadine, indisturbatì dai folletti dello Sceriffo Bartolomeo…

Gli abitanti più perspicaci e svegli del paese, un giorno capirono che l'unica soluzione per sciogliere l'incantesimo fosse chiedere aiuto al Mago Salvino.

Da quel giorno in poi, gli orchi furono allontanati dal paesello, ordine e disciplina si ripristinarono e vissero tutti felici e contenti.

ALESSANDRO SAITTA

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