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Fiaba - Il Parco Centrale di Follonica

Una fiaba per allietare grandi e piccini

| di ALESSANDRO SAITTA
| Categoria: Attualità | Articolo pubblicato in Spazio Aperto
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C'era una volta tanto tempo fa, un Ippodromo dei Pini in città, all'inizio di via Massetana a Follonica. La costruzione ospitava gare ippiche al trotto e richiamava squadre e spettatori da tutta Italia, rallegrando le serate estive di villeggianti e residenti. Un giorno però un'avida classe politica decise che esso meritava una locazione più adeguata… Deciso ciò, la nuova struttura fu costruita di sana pianta appena fuori dalla città (sebbene tale area fosse stata sempre ritenuta inadatta alla costruzione di edifici) con dimensioni mastodontiche (e troppo dispersive per gli spettatori), per creare guadagni illeciti, lottizzazioni, accordi sottobanco, tangenti e corruzioni varie e per portare notevoli somme di denaro illecito a chi era addetto ai lavori, dato che poi sarebbero stati i cittadini a pagare tutte le spese.

Nello stesso tempo fu anche deciso che (tra le varie ipotesi) l'area del vecchio ippodromo dovesse divenire una sorta di polo scolastico con tutti i gradi d'istruzione al suo interno…

Così furono tagliati i tigli all'esterno del circuito ed anche i cipressi all'interno, anche se poi ad un certo punto si smise di parlare di polo scolastico, ma vi sorse il Parco Centrale.

Un parco che di parco non aveva nulla se non volevamo chiamare tale un fondo di mattoni inframezzato da qualche aiuola piena di rovi secchi senza forma, erbacce selvatiche spontanee e da qualche alberello brullo e malcurato.

Tale area veniva usata anche per accogliere il mercato settimanale, nonostante che ormai avesse perso la sua connotazione di outlet 'ante litteram' per i commercianti di zona, ma fosse meta di venditori cinesi, indiani e nordafricani.

Il Parco Centrale era stato soprannominato da qualche follonichese "trappola per topi" dato che quando qualche malcapitato e ignaro turista alla ricerca di un parcheggio,si veniva a trovare nelle sue vicinanze poteva essere indotto a pensare che tale area fosse destinata a parcheggio… Trovando al ritorno una bella multa sul parabrezza.

Morale della favola:

Il vecchio e storico ippodromo non esiste più, quello nuovo non attrae nessuno oltre ad essere in buona parte in rovina ed il Parco Centrale tutto è meno che un parco…

Cui prodest? A chi giova tutto questo? Sicuramente ha giovato ai partecipanti del 'magna magna', ma non ai cittadini.

 

ALESSANDRO SAITTA

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