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FIABA - La fattoria di Lido a Follonica

Non ricordo bene se il fattore si chiamava Lido o Lidl

| di ALESSANDRO SAITTA
| Categoria: Attualità | Articolo pubblicato in Spazio Aperto
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C'era una volta tanto tempo fa, la fattoria di Lido a Follonica che effettuava anche servizio di vendita diretta alla popolazione.

Tale servizio era stato ben strutturato e fuori dalla fattoria era possibile noleggiare un carrettino ove riporre le provviste di cibo acquistate all’interno della fattoria, mediante l’inserimento di un fiorino (la moneta) che sganciava il carretto dagli altri, un po' come avviene nei supermercati moderni.

Ben presto tra gli orchi di cioccolato (creatura mitologica follonichese) si sparse la voce che tale servizio fosse una valida opportunità di raccogliere qualche fiorino, aiutando chi aveva acquistato merce nel trasbordo di esse nel suo carro, oppure nell’offrirsi di riportare al ripostiglio il carrettino degli acquisti potendosi tenere come ricompensa il fiorino.

Recandosi nell’ampio parcheggio della fattoria, si potevano vedere gli orchi di cioccolato rincorrere prontamente chi usciva dalla fattoria con il proprio carrettino ed aspettare (senza dire niente oltre che salutare, dato che conoscevano poco la nostra lingua) che il cliente di Lido porgesse loro il carrettino facendoglielo riportare nel suo ripostiglio.

Questi orchi si trovavano nelle terre follonichesi (come in altre parti d’Italia) ed alloggiavano presso l’ostello ‘Il Veliero’ appena fuori Follonica, essi venivano da un lontano continente e dicevano di fuggire via da guerre, quando in realtà erano solo in cerca di qualche fiorino in più rispetto alle loro terre d’origine. C’era una fitta trama di interessi sulla tratta degli orchi di cioccolato (un po' come la tratta degli schiavi), in quanto essi dovevano pagare i mercanti per affrontare il viaggio (sebbene non si capisse dove trovassero i soldi, dato il loro stato di bisogno). L’inizio del viaggio avveniva a bordo di piccole e malridotte imbarcazioni che affondavano a circa la meta del viaggio e che quindi facevano ritenere fosse il caso di salvare gli orchi di cioccolato a dei velieri vichinghi che per puro caso si trovavano a navigare in quelle acque. Il Mago Salvino (cugino del Mago Merlino) ipotizzava che anche gli armatori dei velieri vichinghi facessero parte del losco giro di affari.

Una volta che le italiche coste erano state raggiunte, iniziavano i guadagni per gli ostelli che ospitavano gli orchi, dato che il nostro Impero guidato dall’Imperatore Sergio I e Papa Francesco I da Buenos Aires avevano deciso che fossero consegnati 40 fiorini (al giorno) per ogni orco di cioccolato che le strutture avrebbero alloggiato.

Facendo un esempio: l’ostello ‘Il Veliero’ che aveva deciso di accogliere 100 orchi di cioccolato avrebbe ottenuto 4000 fiorini al giorno dei quali avrebbe speso un decimo dando loro da mangiare cibi scadenti e dal basso costo e facendoli alloggiare in ambienti privi di pulizia. In più non avrebbe nemmeno pagato le tasse sui rifiuti (prodotti dagli orchi di cioccolato) imposte da Re Benigno, ma questa è un’altra fiaba…

Morale della favola:

Gli orchi di cioccolato pensavano di trovare un buon lavoro e invece si sono ridotti a rincorrere i carretti della fattoria, i popoli italici fanno l’elemosina agli orchi di cioccolato pensando di aiutarli, non rendendosi conto che nel loro piccolo riescono a contribuire al losco giro di fiorini, di cui oltretutto gli orchi di cioccolato non usufruiscono;

I mercanti di schiavi, i velieri vichinghi e gli ostelli che alloggiano gli orchi di cioccolato ci guadagnano;

Il popolo paga.

 

ALESSANDRO SAITTA

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