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Al 3° Open internazionale della maremma trionfano gli scacchi giovani

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GROSSETO - Domenica 18 si è concluso il 3° Open Internazionale della Maremma: 3 giorni e 5 turni di gara per ciascuno dei 3 tornei hanno messo a dura prova le energie degli scacchisti.
Il torneo A ha visto la vittoria di Aghayev Miragha, con 4 vittorie come Luca Moroni Jr che, per spareggio tecnico, si è aggiudicato il secondo gradino del podio. Terzo classificato Marco Codenotti.
Il torneo B ha proclamato vincitore Edoardo Favilli con 4 partite vinte ed 1 patta. Alle sue spalle si è classificato Alessandro Balducci e da Riccardo Bagaglia.Il grossetano Leonardo Russo, classe 2002, si è classificato 4 a mezzo punto dal 3° classificato.
L’open C è stato vinto da Luciano Saragosa ed ha visto il 4° posto di Giuseppe Russo della società grossetana organizzatrice dell’Open internazionale.
Maurizio Caposciutti, istruttore e Maestro FIDE della Scacchi Grosseto 1979, ha sottolineato l’alto livello tecnico e, a tratti, la spettacolarità di alcune partite confermando così la lungimiranza della società organizzatrice nel voler perseguire caparbiamente l’obiettivo di investire sulle giovani leve che tanto stanno
dando agli scacchi grossetani e, più in generale, al mondo scacchistico italiano.
La Federazione Scacchistica Italiana ha voluto essere presente all’Open maremmano e Adolivio Capece, ufficio stampa federscacchi, ha avuto parole di apprezzamento per la Fattoria La Principina di Marina di Grosseto, sede del torneo, sottolineando in particolare la qualità dell’accoglienza e degli spazi a
disposizione di giocatori ed accompagnatori.
Considerata l’età media dei giocatori dell’Open Internazionale, molti sono stati i genitori che hanno accompagnato gli atleti: a loro il plauso per la dedizione con cui continuano a sostenere la passione dei loro figli per un nobile sport ancora poco conosciuto ma in netta ascesa in termini di affiliati e di qualità di gioco.
I risultati dell’Open Internazionale della Maremma confermano che non possiamo più parlare di giovani promesse ma, solo e semplicemente, di solide realtà.
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