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"Salute del cuore": i due congressi organizzati dalla Cardiologia di Grosseto

Specialisti provenienti da tutta Italia hanno seguito le sessioni di lavoro a Castiglione della Pescaia

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GROSSETO - Oltre 400 cardiologi da tutta Italia hanno partecipato, lo scorso fine settimana, alle giornate dedicate alla salute del cuore, con i congressi  “Cuore Maremma” e “Gise tolove” (Gise è la società italiana di cardiologia invasiva) ospitati all’hotel Riva del Sole a Castiglione della Pescaia. Due sessioni dedicate rispettivamente alla Cardiologia clinica e all’Emodinamica, organizzate dalla dottoressa Silva Severi, direttore della Cardiologia, e il dottor Ugo Limbruno, responsabile dell’Emodinamica dell’ospedale Misericordia di Grosseto.

All’ordine del giorno, la cardiologia tra presente e futuro, con sessioni dedicate al futuro della tecnologia e della scienza, nella diagnosi e la cura delle patologie cardiache, a confronto tra cardiologi clinici, cardiochirurghi , emodinamisti.
A loro e alla cardiologia invasiva, in particolare, è stato dedicato l’evento conclusivo “Gise tolove”, dove “tolove” è un gioco di parole con l’acronimo che indica le regioni partecipanti al congresso, Toscana, Lombardia, Veneto, Emilia Romagna.

In occasione dei due eventi, un’iniziativa del tutto particolare: nella serata di venerdì 3 ottobre, si è esibito il gruppo musicale “Doors-to-balloon”, composto da cardiologi (unico non cardiologo, il batterista). “Medici e non solo, con la musica nel cuore” è il loro slogan, dato che devolvono gli incassi tratti dalle serate e dalla vendita di gadget in beneficenza.
Tant’è che hanno dato vita anche ad una associazione senza scopo di lucro, “Hearts & Music for Life” che dal 2010 impiega le risorse e i proventi dell'attività musicale del gruppo in progetti sociali e di beneficenza. L'associazione, presieduta dal dottor Alberto Benassi, ha, infatti, al proprio attivo la collaborazione con l’associazione bolognese “Gocce”, che si occupa di aiuti per le zone più povere dell’Africa, tramite la quale ha donato un’incubatrice all’ospedale di Ifakara in Tanzania. L’altro progetto realizzato è l’acquisto due lavagne multimediali al Polo scolastico di Medolla, cittadina emiliana gravemente colpita dal terremoto del 2012. Il prossimo progetto, al quale sono andati gli incassi della serata grossetana, riguarda la realizzazione di un sistema di telemedicina a servizio delle popolazioni di alcune regioni africane, in collaborazione con l’associazione “Gocce”.

Chi sono i “Doors-to-balloon”
Li chiamano i “cardiologi chitarristi”, ma i “Doors-to-ballon”, sono molto altro. Un gruppo di sei appassionati di musica rock, che suonano per beneficenza e devolvono gli incassi delle loro serate a sostegno di progetti destinati a migliorare la vita di chi è più sfortunato: i bambini africani, piuttosto che gli alunni delle scuole  emiliane colpite dal sisma del 2012.
E allora eccoli qui: Andrea Santarelli (voce solista e chitarra ritmica), emodinamista all’ospedale di Rimini; Fabio Tarantino (chitarra solista), emodinamista all’ospedale di Forlì;  Carlo Tumscitz (basso e cori), emodinamista a Ferrara; Alberto Benassi (organo Hammond), emodinamista a Modena; Raffaele Sabatini (piano e tastiere), cardiologo a Riccione; Paolo Galli, (batteria), medico del lavoro a Imola.

Il nucleo originario è un duo, Fabio Tarantino e Andrea Santarelli. Si conoscono dai tempi dell’università, condividono il lavoro e la passione per il rock e la musica d’autore, si ritrovano a lavorare insieme a Piacenza e a condividere lo stesso alloggio. Ed è lì che, all’inizio del 2000, tra un’angioplastica e l’altra, prima di sposarsi, mettere su famiglia e affermarsi nel mondo del lavoro, si concedono alla vecchia passione per la musica.
E come tutte le migliore storie che nascono per caso, dal suonare per hobby a costruire un progetto di band musicale di cardiologi interventisti, il passo è stato breve. Nel 2008 decidono di organizzare un concerto per il congresso della Società italiana di cardiologia invasiva, a Bologna. Nel frattempo il duo è diventato un trio con l’ingresso di Alberto Benassi e il successo dell’esibizione è tale da mettere le ali al progetto della band, che si completa con vecchie conoscenze e nuove leve: Carlo Tumscitz, Raffaele Sabatini e Paolo Galli.
La band è fatta e si decide il nome: “doors-to-balloon”, o meglio il tempo che passa tra la diagnosi di un infarto e il momento in cui lo stent riapre la coronaria e riavvia il flusso di sangue.
Il resto viene da sé: fondano un'associazione no profit, la Hearts & Music for Life, attraverso la quale devolvere i proventi dei concerti e della vendita dei gadget per scopi umanitari. Si esibiscono così in posti impensabili per dei musicisti dilettanti: il Teatro Pavarotti di Modena, Pala De Andrè di Ravenna, Sala del Maggior Consiglio del Palazzo Ducale di Genova.
Con un repertorio di tutto rispetto che va dal Rock “storico” con pezzi dei Beatles, dei Rolling Stone, al Soul e al Rythm & Blues, fino alla musica italiana, passando per i Pink Floyd e David Bowie.

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